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22 Giu 2017

Assemblea Farmindustria 2017: i numeri del comparto

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Si è tenuta ieri a Roma l’Assemblea pubblica 2017 di Farmindustria.

L’industria del farmaco è in salute. Questo il messaggio evidenziato dai dati del 2016 e dei primi mesi del 2017.

Il settore farmaceutico è in forte crescita e lo dimostrano anche le 6.000 nuove assunzioni avvenute nel 2016, in un comparto come quello dell’Industria farmaceutica che oggi conta 64.000 addetti.

I dati più importanti riguardano la produzione che è cresciuta del 2,3%, arrivando a 30 miliardi di euro. Rialzo positivo dovuto anche all’export che rappresenta la fetta più importante, 21 miliardi, pari al 71%.

Dal 2010 le esportazioni hanno registrato un +52%, rispetto a una media dei Paesi Ue del 32%. Gli investimenti hanno raggiunto i 2,7 miliardi, +20% in tre anni, pari a 450 milioni, di cui 1,5 in ricerca e sviluppo e 1,2 in produzione.

Il trend positivo si riconferma anche nei primi mesi del 2017; rispetto allo stesso periodo del 2016, l’occupazione è cresciuta del 2,7%, la produzione del 4,7% e l’export del 14%.

La presenza dell’industria farmaceutica si concentra principalmente in Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Veneto, ma il comparto è rilevante anche in altre regioni sia nel Nord sia nel Centro-Sud.

I numeri della Ricerca e Sviluppo in Italia:

  • 1,5 miliardi nel 2016
  • 6.200 addetti in Ricerca e Sviluppo
  • 700 milioni investiti in studi clinici presso le strutture del Servizio sanitario nazionale (Ssn)

Durante l’Assemblea si è discusso dei nuovi scenari che si stanno aprendo nell’industria farmaceutica, grazie alla digitalizzazione delle imprese del farmaco.

La medicina è sempre più personalizzata. Secondo un’indagine Farmindustria-Bain & Company, nei prossimi anni, le aziende del comparto in Italia prenderanno la strada dell’innovazione digitale: l’88% pensa di portarla nella produzione e il 71% nella Ricerca.

L’Italia vanta già diverse eccellenze. La prima è nel settore Biotech che conta nel Paese 200 aziende biotecnologiche le quali investono circa 650 milioni in Ricerca e Sviluppo. I progetti di ricerca sono oltre 300.

Ottime performance anche nel Contract Development and Manufacturing Organization (Cdmo), ovvero i produttori “conto terzi”. Secondo uno studio di Prometeia, l’Italia è al primo posto in Europa davanti alla Germania per valore della produzione (1,7 miliardi, di cui il 70%, cioè 1,2 miliardi, rivolto all’export) e conta 9.000 addetti.

L’Italia è prima per valore e quantità anche sulle vendite di biosimilari nel 2016. Rispetto ai Paesi Top 7 europei rappresenta il 27% delle vendite del settore.

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