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6 Apr 2017

Biotech e medtech: continuano gli investimenti

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Nel giro degli ultimi due anni, gli investimenti nel settore Medtech e Biotech sono raddoppiati in Italia. Nell’arco del 2016, infatti, la cifra totale che è stata investita da parte di private equity e venture capital nel settore legato alle nuove tecnologie medicali si aggira intorno ai 1.358 milioni di euro, ovvero circa il 68% del settore high tech in Italia

Una crescita decisamente esponenziale se si vanno a guardare i dati relativi agli investimenti del 2015, circa 13 milioni di euro, e si comparano con quelli del primo semestre 2016 che ha contato ben 16 milioni di euro. Un settore che dimostra dinamicità e che, come dimostra l’ultimo rapporto Assobiotec in collaborazione con Enea e Apsti, dimostra di essere “protagonista di uno straordinario sviluppo” in Italia.

Alla fine del 2015, in Italia si contavano quasi cinquecento imprese di biotecnologie e più della metà di queste dedicate alla r&s biotech, ossia imprese che dedicano oltre il 75% del loro investimento totale in r&s ed attività di ricerca legata al mondo della biotech e della medtech. Nel 2016, tornando al settore del private equity e al venture capital in Italia, si può affermare che questo settore sia stato caratterizzato da un ammontare decisamente alto e mai registrato in questi termini: 8.191 milioni di euro, +77% rispetto al 2015 (4.620 milioni di euro).

Un settore quindi fiorente quello del biotech e del medtech e che ha visto in Italia anche la nascita di moltissime start-up dedicate. Infatti, “creare una startup nel campo del biotech e del biomedicale oggi è più facile rispetto a dieci anni fa, questo grazie ad un quadro normativo più favorevole, alla nascita di investitori sempre più specializzati nel settore e alla maggiore confidenza con cui i ricercatori-imprenditori parlano il linguaggio del business”. In Italia, il mondo delle start-up è numericamente confrontabile con quello di molti altri Paesi europei ma a fare la differenza rispetto ad altre realtà è forse la dimensione delle imprese che, a livello nostrano, sono ancora piuttosto piccole e – alle volte – possono fare fatica ad emergere rispetto a quello che succede all’estero.

Fonte: Ansa e Adnkronos

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