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29 Ott 2016

Crescono le reti d’impresa nel settore sanitario

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Per favorire la ricerca e lo sviluppo, le reti d’impresa rappresentano un’opportunità molto importante per le piccole e medie imprese del settore biomedicale, un modello che favorisce di aumentare la competitività nei confronti dei competitor esteri. Secondo i dati raccolti da Assobiomedica, in Italia attualmente esistono 33 reti che coinvolgono 66 aziende, coinvolgendo aziende provenienti da diversi settori sanitari: dall’assistenza sanitaria ai prodotti chimici, dai servizi informatici per le strutture ospedaliere fino alla manifattura. Nella maggior parte dei casi si tratta di imprese di piccola e media dimensione con meno di 50 addetti, che grazie alla rete riescono a risultare più competitivi e possono investire di più in ricerca e sviluppo, oltre ad avere la possibilità di internazionalizzarsi con maggiore facilità.

Quanto osservato dallo studio di Assobiomedica conferma che la costituzione di reti di aziende è un modello economico-industriale innovativo, in grado di rafforzare il tessuto produttivo per il settore sanitario. L’opportunità fornite dalle reti d’impresa non riguardano solo le PMI, ma anche le grandi aziende fornitrici del servizio sanitario nazionale possono sviluppare delle collaborazioni per raggiungere più agevolmente gli obiettivi di mercato.

 

Da registrare il coinvolgimento a livello regionale di queste reti con Emilia Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia a ospitare la maggior parte delle imprese aderenti alle reti. Un esempio è il distretto biomedicale di Mirandola, che è un esempio di innovazione e di sviluppo di progetti condivisi, che rappresenta un luogo di eccellenza per il settore dei dispositivi medici ed è considerato il più grande d’Europa ed il secondo al mondo.

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