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5 Ago 2016

Settore Pharma in crescita

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Sono numeri incoraggianti quelli emersi dall’ultima assemblea di Farmindustria sul settore Pharma in Italia. Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono aumentati del 15 per cento negli ultimi due anni, le domande di brevetto sono cresciute del 54 per cento nel 2015 con più di 300 prodotti biotech in fase di sviluppo. Per quanto riguarda gli investimenti, sono stati investiti circa 1,4 milardi di euro, con 6.100 ricercatori all’attivo.
L’incremento degli investimenti dimostra la volontà del settore di continuare il percorso di affermazione internazionale, in particolar modo nelle biotecnologie, nelle terapie avanzate, nei vaccini, negli emoderivati e negli studi clinici. Un’industria, quella farmaceutica, in grado di competere con le grandi realtà internazionali e che conferma un ruola da protagonista anche per il prossimo futuro.
Secondo un’indagine di Bain & Company, il 75 per cento delle aziende aumenterà le spese in ricerca e sviluppo, contribuendo a rendere l’Italia un luogo primario per attirare investimenti e per gli studi clinici. Anche dal punto di vista occupazionale, l’industria farmaceutica ha segnato un incremento dell’1 per cento di assunti, specialmente nei settori produzione e ricerca, contando circa 6.000 assunti, ovvero il 20 per cento in più rispetto ai cinque anni precedenti. Un dato rilevante è l’età dei neo assunti, infatti la metà sono under 30, che dimostra la volontà delle imprese del settore farmaceutico, a scommettere sui giovani. Per quanto riguarda la produttività, sono stati registrati oltre 30 miliardi di euro, dei quali circa il 73 percento derivano dall’export, segno che il made in Italy anche nel mondo del farmaco è apprezzato a livello internazionale.
Sempre secondo i dati presentati durante l’assemblea di Farmindustria, l’ammontare che lo Stato spende per l’assistenza farmaceutica è pari a circa 285€ pro capite all’anno che, rispetto alla media europea di 406 euro, mostra una spesa più bassa del 30 per cento.
Un settore che cresce e che negli ultimi anni ha dimostrato le potenzialità di essere un modello anche per gli altri paesi, tanto che l’Italia, complice la probabile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, si candida ad accogliere l’Agenzia Europea regolatoria del farmaco.

 

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