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24 Giu 2016

La Brexit e il mondo del farmaco

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L’esito del referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è stato inaspettato e questo risultato pone molti interrogativi per quanto riguarda il futuro dei mercati e le possibili ricadute nei diversi settori. Il 51,9% dei votanti britannici si è espresso a favore della Brexit creando così uno scenario inedito, che potrebbe condizionare le sorti dell’Unione stessa.

In che modo la Brexit condizionerà l’industria del farmaco?
La Gran Bretagna rappresenta una delle nazioni trainanti del mercato del farmaco. Sono moltissime, infatti, le multinazionali del settore farmaceutico che hanno almeno una sede sul suolo britannico, insieme alle diverse società di servizi sanitari. Tali industrie, anche attraverso le associazioni di settore, sono state tra le più attive sostenitrici per il Remain, ovvero la permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Uno degli effetti della Brexit comporterà quasi sicuramente il cambio della sede dell’Ema (European Medicine Agency) dall’attuale città di Londra, a un’altra destinazione; a questo proposito, l’Italia ha già avanzato la propria candidatura per accogliere l’agenzia europea. Potrebbe verificarsi, inoltre, l’eventuale uscita del NICE (National Institute for Health and Care Excellence) dall’HTA (Health Technology Assessment).

Per quanto riguarda il mercato del farmaco, l’EFPIA (European Federation of Pharmaceutical Industries and Association) in una sua dichiarazione sottolinea “l’importanza di assicurare che il paziente rimanga al centro di tutte le decisioni successive” e che “condivide l’obiettivo comune di garantire un rapido accesso ai farmaci innovativi per i pazienti in tutta Europa, nonché lo sviluppo di un contesto normativo e politico che promuova l’innovazione e sostenga la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci per soddisfare le esigenze dei pazienti, dei sistemi sanitari e della società. Come industria, sarà di vitale importanza riuscire a coinvolgere le parti interessate in Europa e nel Regno Unito a sostegno di questi obiettivi”. Nonostante l’incertezza attualmente regni sovrana, per capire i reali effetti della Brexit si dovranno attendere due anni dal momento in cui la Gran Bretagna avvierà l’iter dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona per l’uscita dall’Unione.

L’esito del referendum ha messo in evidenza l’importanza di realizzare delle riforme necessarie e di trovare una soluzione per non compromettere i tre principali pilastri economici sui quali si regge l’Europa: il mercato unico, la politica commerciale unica e l’euro.

 

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