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9 Giu 2016

La cessione del credito per i fornitori del Servizio Sanitario Nazionale

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Che cos’è la cessione del credito?
Quando si parla di cessione del credito si intende un accordo attraverso il quale un soggetto, per esempio un azienda di strumenti elettromedicali fornitrice di una Asl, cede il diritto di credito a un terzo, che può essere una banca come Banca IFIS Pharma, che in questo modo può procedere alla riscossione nei confronti del debitore ceduto, la Asl. Riassumendo, quindi, i soggetti coinvolti in questo contratto sono tre:

  • il cedente: l’azienda di strumenti elettromedicali
  •  il cessionario: Banca IFIS Pharma
  •  il ceduto: la Asl

Che cose prevede la legge per la Cessione del Credito?
Il codice civile, in particolar modo gli articoli 1260 e successivi, disciplina in modo preciso la cessione del credito: nel caso in cui si tratti di cessione a titolo gratuito, il creditore dovrà garantire l’esistenza e la validità del credito, mentre con la cessione a titolo oneroso il credito viene ceduto previo pagamento di un corrispettivo e il creditore dovrà garantire che siano presenti altri soggetti che possano rivendicare la proprietà del credito. Per quanto riguarda il debitore, così come descritto nel codice civile, non è previsto il suo consenso alla cessione del credito, anche se è indispensabile che il ceduto venga informato del trasferimento in maniera tale da sapere a chi dovrà effettuare il pagamento. Quindi, per quanto riportato nella legge, risulta indifferente il soggetto a cui il debitore effettuerà il pagamento.

Quali sono le modalità di cessione del credito?
In generale, la cessione del credito può essere di due tipo:
Cessione Pro Soluto, si verifica quando il creditore che cede il credito garantisce al cessionario soltanto la sua esistenza, non dando garanzie relative al fatto che il debitore provveda effettivamente al pagamento. In questo caso, quindi, il rischio dell’inadempimento passa al cessionario.
• Cessione Pro Solvendo, cioè il caso in cui il creditore cedente debba garantire l’esistenza del credito ma anche la solvibilità del debitore. Se il debitore ceduto non provvede al pagamento, quindi, il cessionario ha diritto di rivalersi sul cedente.

Cessione del credito: come funziona per i grandi fornitori del SSN?
La legge n.52 del 21 febbraio 1991, Disciplina della cessione dei crediti di impresa, norma le operazioni relative alla cessione dei crediti anche attraverso lo strumento del factoring. Quindi, anche per i gradi fornitori del Servizio Sanitario Nazionale che vantano crediti dalla pubblica amministrazione, possono fare ricorrere alla cessione del credito finanziario tramite il factoring, prevalentemente in modalità Pro Soluto, ottenendo rapidamente i capitali evitando così i ritardi della Pubblica Amministrazione.
La cessione dei crediti commerciali, oltre a garantire flusso di cassa da reinvestire nell’azienda, è utile anche per eliminare dal bilancio aziendale i crediti di cui la riscossione dipende dai tempi delle ASL e degli ospedali e che, comunque, concorrono a formare il reddito imponibile.

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