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24 Mar 2016

Il ruolo del farmacista nell’aderenza terapeutica

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Esiste una correlazione tra il ruolo del farmacista e la possibilità di migliorare il controllo della malattia che può portare dei benefici sia ai pazienti che al Servizio Sanitario. Questo è quello che emerge da un’analisi promossa dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani e condotta dalla London School of Economics sullo studio clinico Re I-Mur (Medicine Use Review), con l’obiettivo di valutare quanto incide la prestazione professionale del farmacista in chiave clinica-economica.

Lo studio, coordinato da Andrea Manfrin, ricercatore presso la Medway School of Pharmacy dell’Università di Kent, ha preso in esame le modalità di cura dei pazienti affetti da asma e di come i farmacisti, attraverso I-MUR possano contribuire all’aumento dell’aderenza terapeutica riducendo i costi sia per i pazienti che per il Servizio Sanitario. Il risultato di questa ricerca, quindi, ha evidenziato un effettivo incremento del controllo della cura e, nel caso in cui si investisse sui farmacisti e I-MUR, un sostanziale risparmio per il servizio sanitario. Per quanto riguarda i pazienti, invece, si nota che potrebbe esserci un notevole risparmio per l’acquisto di farmaci e una maggiore aderenza alla terapia.

Il farmacista, in collaborazione con il medico curante, e i moderni strumenti della pharmaceutical care, oltre ad assicurare un elevato livello di aderenza al trattamento, può quindi contribuire al miglioramento della qualità della vita del paziente. Inoltre, non è da trascurare la relazione di fiducia che si instaura tra i farmacisti e i cittadini, grazie anche a strumenti come la Carta della Qualità della Farmacia che ha l’obiettivo di rendere le farmacie ambienti più accoglienti dove i cittadini possano trovare supporto e risposte per il loro trattamento.

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