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22 Dic 2015

Riflessioni sul mercato illegale dei farmaci online

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Recependo la direttiva europea 2011/62/EU dedicata ai medicinali falsificati e in linea con quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 17 del 19 Febbraio 2014, dallo scorso luglio, in Italia a livello normativo è consentita la vendita e l’acquisto online di medicinali senza prescrizione medica, allineando così il nostro Paese a quanto già avviene negli altri Paesi dell’Europa.

Nella fase iniziale, la vendita a distanza prevede l’autorizzazione solo per le farmacie e negozi che hanno già titolo alla vendita di farmaci e che rispondono ai requisiti stabiliti dalla normativa sulla vendita a distanza. La vendita dei farmaci online è un tema connesso con la presenza sul mercato di farmaci illegali. La distribuzione di medicinali illegali è un fenomeno in crescita come dimostrano i controlli effettuati dal Ministero della Salute in collaborazione con altre istituzioni tra cui l’AIFA e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Secondo i dati di European Alliance for Access to Safe Medicines, potrebbe essere contraffatto il 62% dei farmaci quotidianamente venduti online.

Un tema quindi su cui cresce l’attenzione: anche questo tema è infatti stato approfondito durante la conferenza internazionale “The online trade of falsified medicinal products”, tenutasi la scorsa settimana a Trento. In questa sede sono stati presentati alcuni dati del progetto “Fakecare”, co-finanziato dalla Commissione Europea e finalizzato a studiare le dinamiche del mercato illecito dei farmaci e a sviluppare delle linee guida a disposizione non solo dei cittadini / consumatori ma anche di aziende farmaceutiche, farmacie e istituzioni pubbliche.

Dall’analisi condotta dal progetto si evidenzia come i farmaci più acquistati riguardano medicinali lifestyle, disfunzioni erettili e dimagranti e come gli acquirenti sono orientati all’acquisto online non solo per ragioni economiche, o di comodità, ma anche di imbarazzo.

Su queste leve fa pressione il mercato illegale del farmaco, che come testimoniano altri studi, ha raggiunto un fatturato di 75 miliardi di dollari l’anno.
Ma come tutelare soprattutto il paziente dal mercato illegale dei medicinali contraffatti?

Tra i risultati del progetto si possono individuare delle linee guida che possono aiutare l’utente. L’assenza di un indirizzo fisico, l’assoluta rilevanza della garanzia di anonimato, l’offerta di pacchetti prova: sono alcuni dei campanelli di allarme che possono indicare la presenza di un sito illegale di vendita di farmaci.

Inoltre la normativa prevede che sia presente all’interno del sito delle farmacie online il logo UE – sigillo di sicurezza e coerente a livello europeo – il quale permette all’utente di riconoscere l’affidabilità e la professionalità del sito. Tale logo però può essere ancora vulnerabile: per questo è stato creato un bollino digitale dal team del progetto Fakecare che garantisce la conformità ad oltre 10 standard di sicurezza per garantire l’identità e l’autorevolezza del sito.

Un passo in più quindi per cercare di arginare sempre di più il mercato illegale dei farmaci e di tutelare la salute dei cittadini.

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