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29 Giu 2015

Split Payment e farmacie chiarito in 4 punti

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La Commissione Europea ha espresso nei giorni scorsi parere favorevole sul sistema, adottato dal Governo Italiano con la Legge di Stabilità 2015, della scissione dei pagamenti, o split payment, ovvero il meccanismo che delega all’amministrazione pubblica il versamento dell’Iva sui pagamenti ai fornitori, che vengono così rimborsati soltanto degli importi netti.

Il Governo Italiano si è impegnato a conservare la separazione dell’Iva fino al termine del 2017, ed infatti il parere positivo di Bruxelles è vincolato al carattere temporaneo del provvedimento.

«Il Governo» ha detto Vanessa Mock, portavoce del commissario per il Mercato unico Pierre Moscovici «si è anche impegnato a dare priorità ai rimborsi dei fornitori dell’amministrazione, cosa sulla quale l’Italia dovrà presentare alla Commissione un rapporto entro 18 mesi».

Attenzione però che lo split payment, che delega alle Asl il versamento dell’iva sui corrispettivi fatturati dalle farmacie, non si applica alle cessioni di medicinali in regime convenzionato. Scatta invece su DPC, integrativa, erogazione di presidi o dispositivi medici, Cup e altri servizi, anche nel caso in cui i corrispettivi siano riportati nella distinta riepilogativa.

Ma approfondiamo quali saranno i riflessi della scissione dei pagamenti per la farmacia:

  1. L’art. 2 del D.M. 23.01.2015 dispone che le fatture emesse per prestazioni quali DPC, assistenza integrativa, erogazione di presidi o dispositivi medici, servizio Recup, ma ovviamente anche per tutte le vendite effettuate dalla farmacia nei confronti della P.A., vengano annotate nel registro delle fatture emesse/corrispettivi, “senza computare l’imposta”. Di conseguenza, per il cedente/prestatore il credito verso i clienti sarà corrispondente al totale della fattura al netto dell’Iva a debito, che non sarà incassata.
  1. Sia le fatture emesse, che la nuova Distinta Contabile Riepilogativa, modificata esponendo l’imponibile delle prestazioni sopra elencate separatamente dalla relativa imposta, dovranno evidenziare che trattasi di “Iva a carico cedente/prestatore ex art.17-ter, D.P.R. n. 633/1972”.
  1. In caso di eccedenza d’imposta detraibile (art. 8, D.M. 23.01.2015) per un ammontare non superiore all’imposta non rimborsata a seguito dello split payment, i cedenti/prestatori sono ammessi al rimborso del credito Iva in via prioritaria. E’ il caso di sottolineare che la farmacia difficilmente si troverà in questa situazione, in quanto la maggior parte degli incassi sarà soggetta a ventilazione e, pertanto, esclusa dal provvedimento. L’Ente Pubblico, di contro, si troverà a versare l’Iva passiva senza possibilità di compensazione (art. 1, comma 1, D.M. 23.01.2015) e utilizzando uno specifico codice tributo.
  1. Si ricorda inoltre che come previsto dall’art. 1, comma 631, della Legge di Stabilità, il nuovo metodo di versamento dell’Iva è soggetto ad autorizzazione della Commissione UE, alla quale il MEF, con la Nota del 14.11.2014 n. 8006, ha inoltrato la richiesta della misura di deroga ex art. 395, chiedendo appunto l’autorizzazione all’applicazione dello split payment nel nostro Paese.

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